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SOGNATE UNA CASA INTELLIGENTE (SMART HOME)? APPARTENETE AL 5,4% DEGLI ITALIANI.

Secondo Context sono pochissimi (solo il 5,4%) gli italiani che immaginano di vivere in una casa intelligente già a partire dal 2016. 


Un miraggio quindi? Le Smart Home esistono, ma gli italiani non ne conoscono i reali vantaggi. E dovrebbero farlo, dato che si prevede che nel 2019 il mercato delle Smart Home potrebbe crescere complessivamente fino a 6 miliardi di euro, con una tendenza sempre in crescita. Il fenomeno quindi non va sottovalutato e lo scetticismo dell’italiano medio non è da tenere in considerazione, anche perché qualcuno si è accorto più di tutti gli altri di questa novità. Chi? I retailer, che stanno sfruttando a proprio vantaggio la tecnologia delle Smart Home come principali veicoli della conoscenza della casa intelligente, sia attraverso i negozi sia attraverso il web. L’evoluzione digitale è arrivata infatti all’interno dei camerini di prova dei grandi Brand, rendendo l’esperienza d’acquisto un momento unico e personalizzato

Ecco  lo store Ralph Lauren in Fifth Avenue, a Manhattan:

Ma sono le donne, in Italia, le più propense all’utilizzo di prodotti di domotica innovativi. Secondo Context, infatti, tutte le donne investirebbero denaro per rendere la propria casa intelligente. Tra i vantaggi di vivere in una Smart Home al primo posto il comfort. Chi non vorrebbe tornare  a casa dopo una lunga giornata lavorativa e trovare un ambiente riscaldato a dovere e la cena pronta nel forno? Un altro benefit che noi italiani vorremmo ottenere è quello della sicurezza, al secondo posto. Seguono le commodity (come regolazione temperatura, spegnimento luci o abbassamento tapparelle), la cura dei parenti anziani e l’entertainment.
Le case degli italiani, sempre secondo Context, dovrebbero iniziare ad essere Smart a partire dalla cucina, luogo di culto dell’italiano DOC, per poi passare alla camera da letto ed al living. Pensiamo alla sicurezza. Chi non sarebbe disposto a spendere, per la propria sicurezza, installando sistemi collegati direttamente alle forze dell’ordine oppure alla propria compagnia assicuratrice (in caso di allagamento o altri incidenti domestici) o ancora con il proprio medico o con l’ospedale più vicino, in caso di necessità?
Certo è vero che l’Internet of Things ha dei rischi che espongono al sabotaggio di sistemi industriali e di impianti di energia, ma anche a pericoli per la propria casa. E se un hacker aprisse la vostra porta di casa dotata di sistemi domotici, ad esempio?!
Mettere in comunicazione gli oggetti è una grande opportunità per aumentare la qualità della vita di tutti i giorni, ma conosciamo tutti i rischi sulla sicurezza collegati all’Internet delle cose? In tutto il mondo la spesa per la “IoT security” salirà dagli attuali 348 milioni di dollari fino a 840 milioni nel 2020. La cosa fa pensare.

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